La nostra famiglia si è trasferita a Petroio nel 2001, a seguito dell'acquisto - avvenuto due anni prima - di un terreno incolto di 56 ettari, comprensivo di un casolare da ristrutturare e di un piccolo oliveto inselvatichito.
L’attrazione per questo luogo - che pare infinitamente distante dal resto del mondo e che invita alla riflessione - è stata immediata e fortissima. Vivere al limitare di un grande bosco - dove gli unici rumori percepibili sono prodotti dal vento, dalla pioggia e dagli animali - comporta riferimenti sconosciuti a chi abita in città. L‘agricoltura, poi, costringe a tempi lunghi e la sua dipendenza dai fenomeni atmosferici fa sì che momenti di ansia si alternino a momenti di gioia o delusione quasi primordiali. Il denaro ha un po’ perso di significato e le cose semplici hanno acquistato grande valore. Con questi sentimenti abbiamo ristrutturato il casolare stando attenti a non farlo diventare una villa ed abbiamo piantato viti, alberi da frutta e rigenerato l'oliveto, lavorando la terra in prima persona, con le nostre mani.
Mettere il massimo impegno in ciò che si fa è l‘unica via per ottenere cose buone. Ciò che produciamo proviene da uno sforzo artigianale caparbio che non si pone limiti. La nostra dimensione è piccola, ma non importa: sappiamo di avere le capacità per guardare lontano.
|